📅 18 marzo
📍 Ravenna
Libreria Longo
ore 18.45
con le sorelle Longo
«Cenciarelli ci sorprende perché scrive che non esistono “gli ultimi rivoluzionari”. I rivoluzionari, nonostante la crudeltà e la ferocia dei regimi (di qualsiasi tipo) sono inesauribili. Pensi che siano finiti, che sia impossibile che nasca un altro rivoluzionario, e invece no, ne spunta uno. Ne spunta una, la maestra di questa storia.» – Serena Dandini nella motivazione per la proposta al Premio Strega 2026 di Il rivoluzionario e la maestra
«Gaja Cenciarelli abbandona le aule e fra documentazione storica e invenzione narrativa scrive una dolorosa partitura a tre voci e più piani temporali sulla lotta contro le dittature, sulla tenacia di chi ha combattuto contro una ferocia inaudita pagando un prezzo personale altissimo, sulle nuove forme di povertà, sul precariato.» – Marzia Fontana, La lettura - Corriere della Sera
«Un romanzo da leggere che, al di là della sua potente forza narrativa, ha il merito di togliere dalla nebbia un pezzo di storia drammatico e appassionante. Poco studiato qui da noi. Nonostante quel Paese sia una parte d’Italia lontana. È struggente nella sua memoria.» – Francesco Ghidetti, Quotidiano Nazionale
«L’idea che la rivoluzione debba essere scelta, anche nelle cose piccole, anche nel riuscire ad abbandonare per l’ennesima volta una casa per ricominciare e ricominciare, nel cercare un barlume di speranza nelle cose che si fanno: questa sì, può essere una rivoluzione.» – Loredana Lipperini
«Mantenendo le distanze e la prospettiva, si capisce come un’antica lotta, quella tenace resistenza offra un riferimento a una persona comune del nostro tempo.» – Marino Sinibaldi
«Il rivoluzionario e la maestra è un libro sulla casa, le case, quella sicurezza domestica strappata in vari modi e sulla rivoluzione, quella che si può fare in modi diversi, con i propri corpi, con la propria dignità.» – Marino Sinibaldi
«Due battaglie per sopravvivere e per continuare a trovare senso e bellezza quando la vita sembra non darne davvero più.» – Silvia Nucini
«L’accostamento delle due storie prende via via significati differenti: la stessa resistenza, e ostinazione, lo stesso annientamento.
Ma poi cambia il legame tra i due tempi, e l’accostamento si rivela continuità.» – Teresa Ciabatti